Seeadler

Paese: Gran Bretagna Tipo: nave Cantiere: Glasgow (Gran Bretagna) Varo: 1888 Utilizzo: Nave corsara
Caratteristiche: Dimensioni: 83,4x11,8x5,5 m Dislocamento: 4572 t Equipaggio: 64
Armamento: 2 cannoni da 105 mm, cariche demolizione, armi leggere Propulsione: 1 diesel da circa 900hp ausiliario, 3 alberi con 2500mq di velatura Velocità massima: 9 nodi
Costruito a Glasgow nel XIX secolo, questo bastimento fu battezzato Pass of Balmaha, ed era un grosso veliero da carico a 3 alberi. Il suo nome venne cambiato dopo una serie di avvenimenti nel luglio del 1915: il Pass of Balmaha batteva bandiera statunitense, all'epoca ancora neutrale, e venne fermato da un incrociatore inglese e direzionato per un controllo verso Kirkwall. Una parte dell'equipaggio inglese rimase a bordo del bastimento, ma successivamente questo venne fermato per un controllo anche dal sommergibile tedesco U-36, che si stava dirigendo verso la Gran Bretagna. Quando i tedeschi trovarono a bordo militari inglesi credettero che il carico fosse destinato ai nemici e sequestrarono il veliero, che venne ribattezzato Seeadler ("aquila di mare"), trasformato in incrociatore ausiliario e utilizzato dalla Germania come nave corsara durante la Prima Guerra Mondiale (unico veliero in circolazione per tutta la durata della guerra). Furono i tedeschi a installare il motore diesel: un'innovazione per quell'epoca in cui le navi andavano a carbone.
Agevolato dall'aspetto tutt'altro che da nave da guerra, e dal clima allegro e cordiale che si respirava a bordo, il Seeadler, sotto la guida del comandante Luckner, catturò ben 15 navi da carico nemiche, e un'altra dopo che Luckner abbandonò il comando. La nave era capiente, e poteva trasportare oltre 200 prigionieri, ma quando questi divennero troppi, il capitano si vide costretto a lasciarli andare: vennero fatti salire su una nave sequestrata e venne ro dati loro dei soldi, come si conveniva all'epoca. Con i prigionieri liberi però la copertura del Seeadler era andata a monte, quindi dovettero allontanarsi il più possibile ed evitare ogni contatto con porti e navi nemiche. Finirono col raggiungere l'isola di Mopelia (vicino Thaiti), dove l'equipaggio potè riposarsi e fare rifornimento di ogni genere di cibo ma, a causa di un movimento tellurico subacqueo, si alzarono alcune onde anomale che distrussero il Seeadler.
Era la metà dell'agosto 1917. Prigionieri e tedeschi si ritrovarono così a dover convivere e con i rottami della Seeadler costruirono una città, Seeadlersdorf. L'isola venne ribattezzata Isola di Santa Cecilia, in onore della figlia del Kaiser. Tuttavia, Luckner volle ripartire e in un paio di settimane allestì la scialuppa a motore per l’abbordaggio delle navi, e salpò con altri 5 marinai. Nel giro di un mese circa, non riuscirono a trovare nessuna papabile preda e, quando incontrarono degli indigeni più astuti e combattivi di quelli a cui erano abituati, Luckner dichiarò la sua identità e si fece fare prigioniero.
Il resto dell'equipaggio, che era rimasto a Mopelia, sequestrò la nave francese Lutece che era arrivata per dei rifornimenti, e la ribattezzò Fortuna. La nave ebbe però ben poca fortuna, infatti naufragò vicino all’Isola di Pasqua e i tedeschi si stabilirono lì, convivendo pacificamente con i nativi, finché nel 1920 tornarono in Germania.
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