Open Source
Coniato agli inizi del 1998 dalla comunità Free Software (tra i cui sviluppatori ricordiamo Eric S. Raymond, molto attivo nella comunità per quel che riguardò il rilascio di Netscape, e il noto Linus Torvalds), il termine “open source” indica una licenza liberale concessa dal detentore di un copyright solitamente su un software, ma che può riguardare qualsiasi altro prodotto sul quale sia applicata la normativa sul diritto d'autore.
Caratteristica peculiare della open source è che gli autori permettono di usare, copiare, modificare, ampliare, elaborare e ridistribuire il proprio prodotto originario, senza alcun obbligo di ricompensa economica nei confronti dell’autore stesso. L'esempio più comune di prodotti open source sono le numerose distribuzioni GNU/Linux: un sistema operativo corredato da migliaia di validi applicativi, spesso allegato a riviste informatiche acquistabili per pochi euro o liberamente e legalmente scaricabile dai siti web ufficiali. Scopo primario delle licenze liberali non è tuttavia la gratuità del software, ma la sua sopravvivenza. Solitamente infatti la vita media di un software è breve: i nuovi sviluppi tecnologici sono all’ordine del giorno e i prodotti software (nonché quelli hardware) diventano presto inutilizzabili, o comunque obsoleti, sui nuovi computer. Pertanto, la possibilità di modificare e migliorare un prodotto tecnologico ne permette la sopravvivenza a lungo, nonostante il passare del tempo.
La licenza open source applicata a un software permette a chiunque di mettere mano al codice sorgente e di ridistribuirlo, senza che nessuno possa pretendere un pagamento obbligatorio, per quanto minimo. Ma, contemporaneamente, tale licenza non impedisce che lo sviluppatore del software possa chiedere un compenso volontario a chi è disposto a pagarlo.
Le nove condizioni necessarie affinché si possa dire che un software è coperto da licenza open source sono le seguenti:
1. Ridistribuzione libera. Chiunque deve poter fare tutte le copie che desidera del software originale, venderle o cederle gratuitamente, e non deve versare a nessuno alcun riconoscimento obbligatorio in denaro.
2. Codice sorgente. Il software deve essere distribuito comprensivo del suo codice sorgente, necessario per modificare il programma stesso.
3. Opere derivate. La licenza deve permettere modifiche e opere derivate e deve consentire la loro distribuzione sotto i medesimi termini della licenza del software originale.
4. Integrità del codice sorgente dell'autore. La licenza può proibire che il codice sorgente venga distribuito in forma modificata solo se essa permette la distribuzione di “patch file” con il sorgente allo scopo di modificare il software al momento della costruzione.
5. Nessuna discriminazione contro persone o gruppi. La licenza deve essere applicabile per tutti, senza alcuna discriminazione politico/sociale.
6. Nessuna discriminazione di settori. Analogamente alla condizione precedente, questa impone l’applicabilità della licenza d'uso in qualsiasi settore, per quanto questo possa essere basato su principi deplorevoli (a esempio: costruzione o test di armi).
7. Distribuzione della licenza. I diritti relativi al software devono essere applicati a tutti coloro che usufruiscono di una ridistribuzione dello stesso, senza necessità di esecuzione di una licenza aggiuntiva.
8. La licenza non deve essere specifica a un prodotto. I diritti relativi a un software non devono essere legati all’appartenenza dello stesso a una particolare distribuzione.
9. La licenza non deve contaminare altro software. La licenza non deve porre restrizioni ad altro software che sia distribuito insieme a quello licenziato.
La GNU GPL è una delle licenze open source più utilizzate, fin dal suo concepimento, sotto la quale vengono distribuite le release di GNU/Linux. Scritta da Richard Stallman ed Eben Moglen (nel 1989 la versione 1.0 e nel 1991 la versione 2.0) per distribuire i programmi creati dal Progetto GNU, si contrappone alle licenze per software proprietario che proibiscono la ridistribuzione commerciale del software da esse protetto. Attualmente la Free Software Foundation sta lavorando alla definizione della terza versione della GNU/GPL, che dovrebbe chiarire concetti come la compatibilità delle versioni con le norme U.S.A. e del resto del mondo.
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