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Spartiate
Domenica 01 Gennaio 2012 13:31

Spartiate

Nazionalità: Francia - Anno di costruzione: 1785 - Propulsione: vela - Tipo: vascello a due ponti di terza classe - Varo: 1785 - Lunghezza: 54 metri - Larghezza: 11,00 metri - Immersone: m 5,80 - Dislocamento: 1603 tonnellate - Armamento: prima batteria: 18 carronate da 32 libbre; seconda batteria: 26 carronate da 18 libbre - Equipaggio: 660 uomini

Lo Spartiate fu una delle creazioni del più celebre ingegnere del Corpo del Genio Marittimo d'oltralpe, Jacques Noél Sané. Vincitore del concorso nazionale che aveva lo scopo di regolamentare e disciplinare la costruzione delle tre classi dei vascelli di linea francesi, da 118, 80 e 74 cannoni, Sané ideò tre piani costruttivi, uno per ciascuna delle classi, allo scopo, nei trent'anni successivi di codificare la costruzione delle unità da combattimento francesi.
Lo Spartiate era parte della squadra navale che, al comando di François-Paul Brueys d'Aigalliers, condusse l'armata napoleonica da Tolone ad Alessandria d'Egitto nel maggio del 1798.
Insieme alle altre navi (Guerrier, Conquérant, Peuple Souverain, Aquilon, Franklin, Mercure, Orient, Tonnant, Heureux, Guillaume Tell, Généreux, Timoléon e le fregate Diane, Justice, Arthemise e Serieux) prese parte alla battaglia navale di Abukir che fece registrere la sconfiita più eroica della Marina da guerra francese.
La squadra tricolore (la nuova bandiera rivoluzionaria a strisce verticali blu, bianco e rosso, adottata dalla Marina in seguito a un decreto del 20 maggio 1794 su proposta di Jean Bon Saint-André) si era ancorata nella baia di Abukir a circa tre miglia dalla costa,  errore di strategia che consentì alle navi inglesi di insinuarsi fra i vascelli francesi all'ancora e la linea della spiaggia, impedendo così ogni possibilità di manovra.

Il l ° agosto 1798, alle cinque del pomeriggio, le prime due navi della linea d'ancoraggio francese subirono il peso dell'avanguardia inglese che con il Zealous, al comando di Samuel Hood, seguito dal Goliath, dal Theseus e dall'Orion, riuscì a passare tra le unità francesi e la terraferma.

Horatio Nelson con il Vanguard attaccò dal mare, portandosi con il Bellerophon e il Majestic all'altezza dell'ammiraglia francese, il poderoso Orient da 120 cannoni. 
Nonostante la sua notevole difesa (i due vascelli attaccanti vennero disalberati), l'unità francese venne circondata e incendiata e alle dieci di sera saltò in aria.
Lo Spartiate, agli ordini di un valoroso comandante, Aristides Emériau, si batté eroicamente con il Vanguard. Le bordate del magnifico vascello francese provocarono spaventose distruzioni sui ponti della nave avversaria, dove lo stesso Nelson venne raggiunto da una scheggia alla testa.
Emériau ben presto dovette arrendersi. Colpito da 49 colpi sotto la linea di galleggiamento sul fianco sinistro e da altri 27 a dritta, lo Spartiate faceva acqua da tutte le parti. I cannoni erano stati demoliti e la riserva di polveri era ormai allagata.

Al momento di arrendersi all'avversario, Nelson rifiutò la spada del suo valoroso nemico: “Restituitegliela, disse all'ufficiale che gliela portava, se n'è servito troppo bene”

 

Tags: Spartiate

 
Narcissus
Sabato 03 Dicembre 2011 13:54

Narcissus

Nazionalità: Gran Bretagna  - Anno costruzione: 1875 - Propulsione: vela - Tipo: tre alberi a nave - Varo: 1875 - Lunghezza: 73 metri - Larghezza: 13,07 metri - Immersione: 5,20 metri - Dislocamento: 4340 tonnellate - Equipaggio: 46 uomini

Il Narcissus ci porta alla mente immagini di pericolose navigazioni, uomini coraggiosi e mari in tempesta, grazie alle descrizioni di Teodor Jòzef Konrad Korzeniowski, più noto come Joseph Conrad, il più grande narratore di storie di mare.
Di origine polacca, Conrad nel 1884 si era imbarcato sul Narcissus nel ruolo secondo ufficiale, nel 1894, dopo aver ottenuto il brevetto di capitano di lungo corso, smise di navigare e passò il suo tempo a scrivere romanzi, saggi e racconti, tra i quali spicca il negro del Narcissus, romanzo dal quale balza con evidente semplicità l'immagine del Narcissus e del suo equipaggio, nel corso di una traversata fra Bombay e Dunkerque.
Il Narcissus, scrive Conrad, "era nato fra vortici di fumo nero, fra lo squillio dei martelli che battono il ferro, sulle rive della Clyde. Sotto quel cielo grigio, su quel fiume rumoroso, vedono il giorno splendide creature che vengono al mondo per essere amate dagli uomini. Il Narcissus era di quella stirpe perfetta. Meno perfetto, forse, di tante altre navi, ma incomparabile perchè era nostro e noi ne andavamo orgogliosi".
Il Narcissus era stato costruito nel 1875 a Glasgow. A prua aveva il tradizionale castello, mentre sul ponte di coperta uscivano tuga e un lungo cassero, un ponte rialzato, dall'albero di mezzana all'estrema poppa
Sul cassero erano posizionate la ruota del timone e la bussola. Il Narcissus aveva un'alberatura a nave, e cioè a tre alberi ognuno armato con cinque vele quadre: la maggiore o vela bassa, la gabbia fissa, la gabbia volante, il velaccio e il controvelaccio.
I pennoni, che reggevano le vele di gabbia, e il velaccio erano completati dalle pennole, aste sporgenti orizzontali che servivano per aprire al vento alcune vele supplementari, di forma trapezoidale, dette coltellacci.
Il bompresso, l'albero orizzontale all'estrema prua, era dotato di quattro fiocchi; tra gli alberi venivano issate le vele di straglio, e l'albero di mezzana era munito di randa e controranda.
Nel 1899 il Narcissus venne acquistato dall'armatore Vittorio Bertolotto, di Camogli. Il Narcissus, Nel 1906 scampò a una forte tempesta mentre rimontava Capo Horn e, una volta in salvo, il suo equipaggio donò una quadro votivo alla Madonna del Santuario di Montallegro a Rapallo.

Il 17 gennaio 1907, mentre dirigeva verso Talcahuano, sulle coste cilene, si trovò in mezzo a una violenta tempesta e giunse danneggiato a Rio de Janeiro il 19 maggio successivo, dove venne dichiarato inadatto alla navigazione e ceduto alla Mutua Assicurazioni Marittime Cristoforo Colombo di Camogli, valore assicurato: 93.700 lire.
Rientrato in Italia, il veliero venne disalberato e adibito a pontone nel porto di Genova. Riarmato nel 1917, con il nome di Iris, venne iscritto al dipartimento marittimo di Rio de Janeiro dove, il 14 gennaio 1922, venuto a collisione con un'altra nave, affondò, ma il Narcissus, testardo, non s'arrese: venne recuperato, tornò a navigare e, finalmente, nel 1925, dopo la bancarotta del suo armatore, fu mandato alla demolizione.
La sua polena è conservata nel porto di Mystic, nel Connecticut.

 

Tags: alberatura - albero - Bombay - bompresso - bussola - cassero - castello Glasgow - Clyde - coltellaccio - Connecticut - controranda - controvelaccio - Dunkerque - fiocchi - gabbia - Joseph Conrad - Mystic - Narcissus - pennone - polena - poppa - prua - randa - Rio de Janiero - tuga - velaccio

 
Ark-Royal
Giovedì 17 Novembre 2011 15:08

HMS Ark Royal

Ark-Royal

Nazione: Gran Bretagna
Tipo: Galeone
Cantiere: Deptford Dockyard, Gran Bretagna
Utilizzo: nave da guerra
Dimensioni: 88,6x13x7,3 metri

Dislocamento:
4 cannoni da 60 libbre,
4 da 30 libbre,
12 da 18 libbre,
6 da 9 libbre,
6 da 6 libbre.

STORIA: Costruita come Ark Raleigh per conto di Sir Walter Raleigh a Deptford.(località di Londra sulla sponda su del Tamigi) nel gennaio del 1587, questo galeone fu acquistato dalla Regina Elisabetta I per 5000 sterline, buon investimento secondo il suo nuovo comandante William Howard, e ribattezzata Ark Royal.
Nave ammiraglia della flotta inglese durante la campagna del 1588 contro l'Invincible Armada spagnola. 
Nel 1608 sotto il nuovo monarca Giacomo I, venne ricostruita e ribattezzata Anne Royal. Venne smantellata nel 1636.

 

CARATTERISTICHE: Aveva due ponti per i cannoni, un doppio castello di prora, un cassero e, subito dietro, un ponte di poppa, con una linea elegante e nessuna delle sovrastrutture superflue allora tanto in voga per le navi di queste dimensioni. 
Lo scafo di questo galeone, rispondeva ai canoni costruttivi che volevano la lunghezza della nave quadrupla della sua larghezza e quest'ultima doppia della sua altezza: : la nota formula del 4 : 2 : 1.
L'Ark Royal, pur conservando tale regola costruttiva, se ne distingueva per quello che riguardava l'altezza delle sovrastrutture. Il castello aveva un solo ponte e si concludeva verso prora con un'elegante serpa.
Lo spazio esistente sul ponte di coperta, fra il castello e l'albero di maestra, era esposto al fuoco della fucileria nemica, per cui l'Ark Royal disponeva di lunghi drappi di stoffa colorati che venivano tesi lungo le murate per nascondere gli uomini addetti alle manovre delle vele. 
Questa protezione veniva rinforzata con tavole e cavi. L'Ark Royal aveva quattro alberi: il trinchetto era impiantato direttamente sul castello, a metà nave circa l'albero maestro, mentre la mezzana era sul cassero e la contromezzana, o Bonaventura, sul secondo ponte. Questi due alberi erano armati con vele latine. Sotto al bompresso era situata la civada. Un'altra importante innovazione, consisteva nel prolungamento verticale della barra del timone, che permetteva al timoniere di controllare le vele.
L'Ark Royal era potentemente armato con le nuove colubrine lunghe 3,50 m. dal calibro di 133 mm, che avevano sostituito i più tozzi e pesanti mezzi cannoni, di 3,05 m di lunghezza e 165 mm di diametro. La gittata utile delle colubrine dell'Ark Royal era di circa 90 metri.

NOTE: L'Inghilterra fu la prima nazione ad adottare il galeone, durante il regno di Enrico VIII, mentre la Spagna fu l'ultima.Le poche informazioni intorno alla costruzione dell'Ark Royal provengono dai disegni e dalle annotazioni lasciate dal "Master Shipwright" (costruttore capo) Matthew Baker, il più noto tecnico navale inglese dell'epoca.
 
Protecteur
Lunedì 03 Ottobre 2011 13:26

Protecteur

Nazionalità: Francia - Propulsione: vela - Tipo: Vascello di seconda classe - Varo: 1760 - Lunghezza: 56,10 metri - Larghezza: 11,05 metri - Immersione: 5.95 metri - Dislocamento: 1600 tonnellate - Armamento prima batteria: 26 cannoni da 24 libbre; seconda batteria: 28 cannoni da 12 libbre; 10 cannoni da 8 libbre - Equipaggio: 676 uomini

STORIA: Ad accompagnare il rappresentante diplomatico francese presso il nuovo governo nordamericano fu una squadra di 12 vascelli, uno dei quali era il Protecteur.
La squadra salpò da Tolone il 18 aprile 1778, guidata dal viceammiraglio d'Estaing, (il quale aveva servito nell'esercito prima di venir nominato, nel 1763, tenente generale delle armate navali), e iniziò una lunga campagna militare nelle acque delle Antille, con l'appoggio di altri 12 vascelli giunti dalla madre patria. Il 16 luglio 1778 la formazione navale francese si scontrò, di fronte all'isola di Granada, con la squadra britannica comandata dall'ammiraglio John Byron, che issava la sua insegna sul Princess Royal da 98 cannoni.
Lo storico inglese Callender riferisce: "D'Estaing si proclamò vincitore... Infatti perché Byron gli gettò il guanto di sfida? Per riprendersi Granada? O per dimostrare che deteneva il dominio del mare?... Se non venne messo in ginocchio non riuscì neppure a metterci l'avversario e in questi casi il perdente è certamente chi attacca". Così infatti fece l'ammiraglio inglese, perdendo, nel tentativo, tre vascelli che furono totalmente disalberati.
Il Protecteur era agli ordini del comandante de Grasse- Limermont e, se le ricerche storiche non vanno errate, si dovette probabilmente ai suoi colpi ben centrati il disalberamento della nave inglese Cornwall.
Sembra, inoltre, che, sempre con il comandante de Grasse-Limermont, abbia combattuto contro gli inglesi nel 1782 nella battaglia della Dominica.
Quel che appare, consultando gli archivi della Marina francese, è che nel XVIII secolo esistette realmente una nave chiamata Protecteur la cui costruzione fu iniziata nel 1757; varata nel 1760, fu messa in disarmo nel 1784.

CARATTERISTICHE: Lo scafo ha la particolarità che solo il fianco sinistro è completamente finito mentre la dritta presenta lo scafo privo di fasciame al di sotto della batteria bassa.
La portata teorica dei cannoni era 3.700 metri ma la migliore efficacia, ovvero precisione ed effetto distruttivo, si raggiungevano attorno ai 600 metri.

Tags: Protecteur

 
Martedì 20 Settembre 2011 14:18

Pomone

 

Nazionalità: Francia
Anno costruzione: 1794
Propulsione: vela
Tipo: fregata a due ponti continui
Lunghezza: 54,85 metri
Larghezza: 12,01 metri
Immersione: 6,10 metri
Dislocamento: 1543 tonnellate
Armamento: prima batteria: 32 cannoni da 36 libbre; seconda batteria: 26 cannoni da 24 libbre; 8 mezze-colubrine da 9 libbre
Equipaggio: 342 uomini

 

Dallo scafo affinato e dalla scomparsa delle ingombranti sovrastrutture poppiere, rimpiazzate da un cassero di un solo interponte. la velatura è mutata e a prora non vi sono le vele di civada, ma il bompresso si estende con l'asta di fiocco, e nei tre stralli tra il bompresso e il l trinchetto vi sono le vele di fiocco, controfiocco e trinchettina, nell'albero di mezzana vi è una vela randa.

Dotata di due ordini di cannoni: uno sotto al cassero, e uno sul ponte di batteria. La sistemazione dei cannoni era la seguente: quelli da 36 libbre sul primo ponte di batteria, invece il ponte di coperta, il cassero e il basso castello di prua avevano quelli da 24 libbre.

A poppa si trovava il deposito per le polveri sulle cui pareti varie scaffalature accoglievano i cartocci, cioè le cariche di esplosivo. Sotto il ponte di coperta, si aprivano i boccaporti di accesso al deposito delle polveri, alla stiva dei viveri, alla grande stiva, al locale delle gomene delle ancore e a quello delle sartie e del cordame.

Tra lo scafo e le pareti dei vari depositi passa un corridoio, atto a ispezionare il fasciarne e ove si facevano le riparazioni necessarie. Il ponte di coperta finiva con un basso cassero, sotto il quale vi erano la cabina del comandante, il quadrato ufficiali e gli alloggi degli ufficiali.

Tutti questi locali erano separati da paratie mobili, eliminate in combattimento per poter manovrare i cannoni.

Il cassero teneva, sulla parte rivolta verso prua, la campana maggiore della nave. Tutti i servizi e i turni di bordo erano sincronizzati dai suoi rintocchi: suonava ogni mezz'ora nelle quattro ore di durata di una guardia. Sotto il castello di prua erano situate le cucine e gli alloggi degli equipaggi.

Tags: albero di mezzana - ancora - asta di fiocco - boccaporto gomena - bompresso - cassero - civada - controfiocco - interponte - pomone - ponte di batteria - ponte di coperta - poppa - prua - randa - sartia - scafo - sovrastruttura - stiva - stralli - trinchetto - velatura

 
Giovedì 04 Agosto 2011 14:06

Independence

Nazionalità: Stati Uniti
Propulsione: vela
Tipo: fregata a due ponti continui
Varo:1798
Lunghezza: 51,30 metri
Larghezza: 13,40 metri
Immersione: 6,78 metri
Dislocamento: 1178 tonnellate
Armamento: prima batteria: 30 carronate da 24 libbre; seconda batteria: 22 carronate da 32 libbre
Equipaggio 356 uomini

 

La data di nascita della Marina degli Stati Uniti d'America deve farsi risalire al momento in cui il Congresso americano decise la costruzione di sei grandi unità da guerra, delle quali l'Independence fu la seconda.
Ad assumersi il compito di fornire alla nascente Marina statunitense efficienti strumenti per la difesa degli interessi marittimi degli Stati Uniti fu un quacchero di Filadelfia, Joshua Humphreys.
L'Independence, a due ponti continui, fu una delle prime navi americane ad avere lo scafo completamente ricoperto da lastre di rame, fissate con chiodi sempre di rame.
Queste lastre assicuravano una completa protezione contro gli attacchi degli agenti marini

 

L'Independence era armata con carronate, i nuovi cannoni navali realizzati intorno al 1778 dalla Carron Company, una società scozzese di fonditori e costruttori navali; questi pezzi d'artiglieria erano più corti e leggeri dei tradizionali cannoni in ferro, e di maggior calibro e potenza, ma soprattutto avevano bisogno di un minor numero di uomini per la loro manovra.
Fusa in ferro, la carronata poteva essere alzata mediante una vite senza fine e, invece che sul tradizionale affusto, veniva montata su un supporto mobile su guide, che scorreva su una piccola piattaforma munita di due ruote anteriori, atto ad assorbire il rinculo del pezzo.
La piattaforma, a sua volta, era munita di un perno nella parte anteriore, quella cioè rivolta verso il bordo della nave, che permetteva di orientare la canna del pezzo nella direzione voluta.

Ogni carronata era munita di 60 proiettili, 10 palle ramate e 10 cariche a mitraglia; le palle venivano conservate in piccoli recipienti, oppure in mensole sagomate poste a lato dei cannoni.

 

Tags: fregata - independence

 
Venerdì 10 Giugno 2011 11:00

Bellona


Paese: Gran Bretagna
Tipo: Vascello di terza classe
Cantiere: Chatham Dockyard, Gran Bretagna
Utilizzo: militare
Inizio costruzioni: 10 maggio 1758
Varo: 19 Febbraio 1760
Ordinata: 20 dicembre 1757
Demolito: 1814
Dislocamento: 1700 tonnellate
Lunghezza: 51,25 metri
Larghezza: 14,65 metri
Altezza: 6 metri
Propulsione: Vela
Velocità: 10 nodi
Armamento:  74 cannoni, di cui 28 da 32 libbre sul ponte inferiore e 28 da 18  libbre sul ponte superiore: gli altri 18 erano pezzi da 9 libbre
Equipaggio: 567, di cui 36 ufficiali.

 

Il vascello britannico Bellona fu varato nel 1760 durante la guerra dei Sette Anni (1756-63). Fu il primo di una classe progettata da Sir Thomas Slade, sovraintendente della Royal Navy, che ebbe molto successo, tanto da rimanere per vent’anni lo standard britannico delle navi da guerra.
Sul disegno del Bellona vennero costruite una quarantina di navi, che rappresentavano un giusto compromesso tra le necessità di fuoco e quelle della navigazione.
Aveva due ponti e un armamento di 74 cannoni che, secondo la classificazione inglese dell’epoca, la facevano rientrare tra i vascelli di III classe (da 64 a 80 cannoni).
Nella sua esistenza di ben 54 anni partecipò a quattro guerre. Appena entrato in servizio fu inviato a sostegno del blocco di Brest (1761) e a fare le spese della sua prima azione fu il Courageux.
Nella Guerra d’Indipendenza Americana partecipò a molte azioni di blocco dei rifornimenti e il 30 dicembre 1780 fu determinante per la cattura della fregata olandese Princess Caroline. L’ultima grande guerra a cui partecipò fu quella contro la Francia napoleonica: nel 1795 fu la nave ammiraglia della flotta che attaccò i Francesi al largo della Guadalupa. Prese parte al blocco rivale di Cadice, fu quindi in Giamaica, a Portsmouth e alle Barbados. Partecipò con la flotta Nelson alla battaglia di battaglia di Copenaghen(1801) e all’attacco contro la flotta francese nel Golfo dei baschi (1809). L’HMS Bellona (HMS sta per His Majesty’s Ship, ossia “Nave di Sua Maestà”) rimase in servizio fino al 1814, quando fu demolito a Catham. Bellona è il nome della divinità romana della guerra.

Nota: La Bellona appare nella novella The Commodore di Patrick O'Brian e The Yellow Admiral di Patrick O'Brian come nave bandierina di uno squadrone condotto dal personaggio di Jack Aubrey

 

Tags: Hms Bellona

 
Firefox e il canale Aurora
Giovedì 19 Maggio 2011 20:50

Firefox e il canale Aurora

 

Mozilla ha inaugurato un nuovo canale grazie al quale distribuirà le versioni di anteprima del browser Firefox, così i seguaci del browser di Mozilla potranno seguire da vicino e dare le loro opinioni sulle versioni nasciture, contribuire anche loro allo sviluppo grazie anche alle loro critiche.

Damon Sicore ha scritto sul blog di Mozilla: "oggi lanciamo il canale Aurora, esso è parte di un'iniziativa di dimensioni più ampie che mira a proporre agli utenti nuove funzionalità", a vari livelli di "maturità" del prodotto.

Aurora è un canale che sta a metà tra quello usato per la distribuzione delle versioni "beta", e quello utilizzato per le "nightly builds", versioni alpha e pre-alpha, quelle che hanno ancora bisogno di essree sviluppate molto poiché instabili.

Nel canale Aurora è presente una "pre-beta" di Firefox 5.0 mentre tra le "nightly builds" ci sono le prime tracce di Firefox 6.0.

 

 
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