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Soleil Royal
Martedì 01 Maggio 2012 13:09

Soleil Royal


Nazionalità: Francia
Propulsione: vela
Tipo: vascello a tre ponti di prima classe
Varo: 13 dicembre 1669
Lunghezza: 60,85 metri
Larghezza: 13,08 metri
Immersione: 6,35 metri
Dislocamento: 1613 tonnellate
Armamento: prima batteria: 36 cannoni da 42 libbre; seconda batteria: 28 cannoni da 24 libbre; terza batteria: 26 cannoni da 18 libbre; 10 pezzi minori da 6 e 9 libbre; 6 cannoni da caccia
Equipaggio: 836 uomini
Bruciato: la notte tra il 2 e il 3 giugno 1692

 

STORIA: Costruita a Brest tra il 1668 e il 1670 dall'ingegnere Laurent Hubac, e varata nel 1669, e rimasta inutilizzata al porto di Brest per anni.
E 'stata riarmata con 112 cannoni e 1200 uomini e lasciò Brest il 22 giugno 1688 quando
scoppio la Guerra dei nove anni come nave ammiraglia della escadre du Ponant (squadrone del Ponant).Essa dimostrò per la prima volta tutta la forza della sua artiglieria quando il re Luigi XIV la mandò in battaglia.
Ha trascorso tre giorni in Camaret-sur-Mer in attesa di vento favorevole prima di salpare per l'Isle of Wight dove si pensava la flotta inglese fosse ancorata. Due navi inviate in ricognizione la localizzarono ancorata a Beachy Head .
La Battaglia di Beachy Head (nota in Francia come "Bataille de Béveziers") cominciò la mattina del 10 luglio 1690 quando il francese  ha sorpreso le navi inglesi ancorate. Le Soleil Royal ha condotto al centro della formazione francese
Il 12 maggio 1692 la Soleil Royal lasciò la città di Brest al comando del capitano Anne-Hilarion de Cotentin alla guida di una flotta di 45 navi. Il 19 maggio, a circa 21 miglia marine a nord est della lingua di Barfleur, la flotta francese si scontrò con le forze navali congiunte dell'Inghilterra e dell'Olanda, che vantavano un comando su 97 vascelli. Dopo una battaglia durata 12 ore, inglesi ed olandesi, che avevano subito gravi perdite, si diedero insieme alla fuga.
Tre navi francesi, tra le quali anche la Soleil Royal, furono tirate in secco dopo la battaglia su una spiaggia nei pressi di Cherbourg per effettuare lavori di riparazione. Lì offrivano un bersaglio facile e indifeso per gli olandesi e gli inglesi, che, quando passarono al contrattacco il 2 ed il 3 giugno, riuscirono ad incendiarle. La perdita di 18 navi da battaglia, in particolare anche la perdita della Soleil Royal, fu un duro colpo per la Francia.
Tuttavia la Royal Soleil era e resta un simbolo d'orgoglio e di coraggio della nazione francese.

CARATTERISTICHE: La Soleil Royal ottenne il suo nome in onore del Re Sole, Luigi XIV. La nave venne realizzata seguendo dettagliatamente, i regolamenti istituiti con il "Consiglio per la costruzione". Era questo, infatti, il primo tentativo di codificare in qualche modo una materia vaga e approssimativa come quella delle costruzioni navali, per dar loro omogeneità.
Forse per la prima volta nella storia della cantieristica francese, nella costruzione del suo scafo si tenne conto, per la scelta dei legni da impiegare, dei mari su cui il grande vascello avrebbe dovuto navigare; le sue forme e le sue linee d'acqua vennero così disegnate prestando attenzione alle differenti posizioni che la nave avrebbe assunto navigando con tempo buono o con mare mosso.
La nave a tre ponti aveva vele quadre anche all'albero di mezzana. Notare la struttura del cassero con balconate al ponte di coperta e sul primo e secondo livello del cassero stesso. L'enorme struttura superiore reggeva i tre fanali, insegna della nave ammiraglia. Il Soleil Royal fu uno dei vascelli più decorati del suo tempo; era talmente ricoperto di dorature e ornamenti, specie nella parte poppiera, che quando il 22 giugno 1690 sfilò, innalzando la bandiera ammiraglia di Hilarion de Cotentin Tourville, per la prima della lunga serie di operazioni navali che si svolsero in quel periodo tra Francia e Inghilterra, lo splendore delle sue  decorazioni venne smorzato con una tinteggiatura grigio perla.
La squadra navale di Tourville era composta da tre divisioni: la prima era quella ammiraglia e si distingueva dalle altre per il colore bianco delle sue insegne. La divisione di retroguardia, o controammiraglia, innalzava le bandiere azzurre che caratterizzavano e segnalavano il suo impiego. La seconda squadra, o viceammiraglia, era caratterizzata da contrassegni, bandiere o fiamme, bianche e blu, issate sull'albero di trinchetto.
Il Soleil Royal poteva sviluppare un notevole volume di fuoco, grazie ai 106 cannoni di vario calibro situati sui suoi tre ponti. La velatura era molto frazionata per l'epoca e consisteva in dieci vele quadre, comprese le due piccole di prua, la civada e la controcivada, e una grande vela latina all'albero di mezzana.

Tags: Soleil Royal

 
Saint George
Domenica 01 Aprile 2012 13:17

Saint George

Nazionalità: Gran Bretagna 
Propulsione: vela
Tipo: vascello a tre ponti di seconda classe
Anno di costruzione: 1690.
Lunghezza: 59,60 metri
Larghezza: 11,80 metri
Immersione: 5,40 metri
Dislocamento: 1296 tonnellate
Armamento: prima batteria: 28 cannoni da 32 libbre; seconda batteria: 14 cannoni da 24 libbre; terza batteria: 10 cannoni da 18 libbre; 10 cannoni da 9 libbre; 8 cannoni da caccia; 26 pezzi minori brandeggiabili
Equipaggio: 657 uomini

Vascello dotato di attrezzatura velica su tre alberi, con maestra e trinchetto muniti di tre vele quadre ciascuno e mezzana con vela latina e, nella parte superiore, una vela quadra tesa fra due pennoni, uno superiore e uno inferiore.
Visibili al bompresso i pennoni di civada e controcivada senza vele inferite. Gli alberi di maestra e trinchetto erano a struttura composta, costituita da più pezzi tenuti insieme con incastri e legature ben visibili. in evidenza le vele di gabbia più grandi delle basse vele, caratteristica, questa, dell'attrezzatura velica dell'epoca. Le forme dello scafo sono avviate nella parte subacquea, al contrario fuori acqua la poppa è dotata di una grande struttura a specchio con tre gallerie sovrapposte, prolungantesi in brevi gallerie laterali; tutto questo pesantemente ornato con sculture e fregi dorati e sormontato da tre fanali, insegna di comando dell'ammiraglio.

 

Tags: albero - bompresso - pennone - poppa - Saint George - scafo

 
Dauphin Royal
Giovedì 01 Marzo 2012 13:16

Dauphin Royal

Nazionalità: Francia
Propulsione: vela
Tipo: vascello a tre ponti di prima classe
Varo: 1681 circa
Lunghezza: 61,80 metri
Larghezza. 15,40 metri
Immersione: 6,40 metri
Dislocamento: 1680 tonnellate
Equipaggio: 854 uomini

Armamento:
prima batteria: i 34 cannoni da 42 libbre
seconda batteria: 30 cannoni da 24 libbre
terza batteria: 36 cannoni da 12 libbre

 

Uno dei grandi e maestosi "vaisseaux du Roi". È da rimarcare l'abbondanza e la ricchezza delle decorazioni, con le elaborate e allegoriche sculture della poppa, della prua e delle sovrastrutture. Il vascello era anche dotato di notevoli qualità tecniche, marine, veliche e nautiche.
Il Dauphin Royal potava l'insegna ammiraglia di Chateau-Renault durante la battaglia di Beachy Head, combattuta il 10 luglio 1690 fra Gran Bretagna e Olanda, da una parte, e Francia, dall'altra, nazione questa che appoggiava le richieste di restaurazione del deposto sovrano d'Inghilterra Giacomo II.

Tags: Beachy Head - Chateau-Renault - Dauphin Royal - Giacomo II - poppa - prua - sovrastruttura

 
Vasa
Venerdì 03 Febbraio 2012 12:47
Vasa Vasa

Tipo: Galeone - Ideato: 1626 - Varo: 1628- Fine: Affondato nel viaggio inaugurale.
Caratteristiche generali:  Dislocamento 1.210 t - Lunghezza 69 m - Larghezza 11,7 m- Altezza dalla chiglia all'albero maestro: 52,5 m - Pescaggio 4,8 m - Propulsione 10 vele, 3 alberi - Superficie velica: 1.275 m2 - Equipaggio 154 marinai, 300 soldati - Armamento 64 cannoni su 2 ponti, di cui:  48 cannoni da 24 libbre (24 sul ponte inferiore, 24 sul ponte superiore) - 8 cannoni da 3 libbre - 2 cannoni da 1 libbra - 6 carronate

STORIA: Il Vasa è stata la prima di cinque navi destinate ad essere tra le più pesanti e le più splendide del loro tempo. Le altre quattro altre navi, furono Äpplet, Kronan, Scepter e la Göta Ark.
Il Regalskeppet Vasa, chiamato anche anche Wassa, il cui nome deriva dal casato dei Vasa che governò la Svezia, e significa Nave di Sua Maestà Vasa (o Nave Reale Vasa), secondo una nomenclatura spesso usata da varie marine militari come la Royal Navy inglese, è un galeone svedese dotato di 64 cannoni, costruito per il re Gustavo II Adolfo di Svezia, tra il 1626 e il 1628. Poco prima che il Vasa fosse stato ordinato, il lavoro nel cantiere navale di Stoccolma era condotto da Antonius Monier, con Henrik Hybertsson assunto come costruttore navale. Il 16 gennaio 1625, Henrik e suo fratello, la Arendt Hybertsson de Groote, hanno rilevato il cantiere e ben presto firmarono un contratto per la costruzione di quattro navi, due più grandi con una chiglia di circa 41 metri (135 ft) e due più piccole di 33 metri (108 piedi).

 

 
Thomas W. Lawson
Mercoledì 01 Febbraio 2012 13:47

Thomas W. Lawson

Nazionalità: Stati Uniti  - Tipo: Goletta - Varo 10 luglio 1902 - Cantiere: Fore River Ship & Engine Building Co., Quincy, Usa - Lunghezza: 1117,30 metri - Larghezza: 15,2 metri - Immersine: 8.1 metri - Dislocamento: 5218 tonnellate - Alberi: 7 - Equipaggio: 27 uomini - Superficie velica: mq 4000 - Costo: $248,000 costruzione, costo totale con il carico di petrolio nel 1907 circa $400,000  - Utilizzo: mercantile

STORIA: Progettata dall'architetto Bowdoin Crowninshield, è stata l'unica goletta ad avere sette alberi con circa 4000 metri quadrati di vele. Gli alberi erano tutti delle stesse dimensioni, alti quasi 60 metri, ed erano costruiti in ferro nella parte inferiore e in legno in quella superiore. L'equipaggio era di soli 26 uomini, poiché gran parte delle manovre correnti era effettuata mediante argani a vapore. Ma la nave era lenta e malgovernabile. La società armatrice, la Coastwise Transportation di Boston, la utilizzo in un primo tempo per il trasporto di carbone, poi la convertì in petroliera per trasportare barili di petrolio dal Texas alle rive del Delaware[LINK].
Nel 1907 fu noleggiata alla Sun Oil Company. Nel dicembre dello stesso anno, mentre trasportava petrolio da Philadelphia a Londra con un carico di due milioni di galloni di carburante, naufragò al largo delle Scilly Isles il 14 dicembre 1907 durante una violenta burrasca, solo due dei 19 uomini a bordo riuscirono a salvarsi.

CARATTERISTICHE: I sette alberi (trinchetto, maestro, mezzana, spanker, jigger, driver, pusher), dato il tipo di velatura, erano tutti delle stesse dimensioni e sopportavano,  sette grandi vele auriche (le rande), sette "frecce" o controrande, ovvero le vele triangolari poste alle estremità superiori degli alberi, cinque fiocchi a prua e sei vele di straglio, inferite su stralli tesi fra un albero e l'altro.
Questa disposizione del piano velico ricalcava, quella della goletta classica: cioè due alberi con rande auriche e controrande, più tre fiocchi. Il regno dello schooner, della goletta, fu, come si è detto, il Nordamerica, dove non esistevano, a differenza dell'Europa, problemi di legname. 
Progettataper esaltare le qualità idrodinamiche della carena, la goletta, tranne alcune limitate varianti, non subì modifiche strutturali tali da mutare radicalmente sia il piano velico sia le forme filanti dello scafo.II Lawson spiegava al vento 400 mq di vele, ossia un terzo della velatura portata in precedenza da clipper tre volte più piccoli. La velatura a goletta, aveva il vantaggio di aver bisogno di pochi uomini per la manovra. Sul Lawson venne messo in atto lo stesso principio, portato alle estreme conseguenze. Infatti solo 15 uomini erano addetti alle manovre delle vele; 15 marinai, sia pure aiutati da 6 verricelli a vapore, per condurre e governare uno scafo di oltre 130 metri di lunghezza fuori tutto, cioè dall'estrema prua all'estrema poppa.
Ben presto emerse l'impossibilità di utilizzare proficuamente tale gigante.
Il Thomas W. Lawson, con l'incredibile sproporzione fra le dimensioni notevolissime dello scafo e la pochezza della velatura, non poteva certamente avere doti di velocità e maneggevolezza.

NOTA: Questo veliero a sette alberi venne costruito per cercare di sfruttare al meglio quelle che potevano essere le indubbie qualità positive della goletta. Non venne però considerato che questo tipo di armamento velico funzionava, benissimo per un determinato tipo di nave in cui la velatura è proporzionata alla dimensione dello scafo e alle prestazioni che esso può fornire.

Tags: Thomas W. Lawson

 
Mayflower
Lunedì 30 Gennaio 2012 16:07

MayflowerMayflower

 

Tipo: Galeone
Nazione: Gran Bretagna
Varo: 1605 circa
Dimensioni (supposte): 35 x 7,6 x 7,16
Dislocamento: 180t
Altezza alberi: trinchetto 17,68, maestra 24,38, mezzana: 12,80
Stazza lorda: 180 t.
Propulsione: vela
Equipaggio: 25-30
Utilizzo: mercantile


NAVE: Il Mayflower è stato usato principalmente come nave da carico, che partecipa al commercio attivo di merci (spesso vino), tra l'Inghilterra e altri paesi europei, (Francia, Norvegia, Germania e Spagna). Come molte navi del tempo (come la Santa Maria), il Mayflower era probabilmente un caracca con tre alberi.

PREMESSA: Il Mayflower, che letteralmente significa fiore di maggio, fu la nave che trasporò gli inglesi separatisti meglio conosciuti come  Padri Pellegrini (pilgrim fathers), salpati il 6 settembre 1620 da Plymouth (Inghilterra), e che raggiunsero gli attuali Stati Uniti in Massachusetts due mesi dopo, l'11 novembre, con a bordo 102 passeggeri e un equipaggio di circa 25-30 persone

 

Tags: Mayflower - padri pellegrini

 
Spartiate
Domenica 01 Gennaio 2012 13:31

Spartiate

Nazionalità: Francia - Anno di costruzione: 1785 - Propulsione: vela - Tipo: vascello a due ponti di terza classe - Varo: 1785 - Lunghezza: 54 metri - Larghezza: 11,00 metri - Immersone: m 5,80 - Dislocamento: 1603 tonnellate - Armamento: prima batteria: 18 carronate da 32 libbre; seconda batteria: 26 carronate da 18 libbre - Equipaggio: 660 uomini

Lo Spartiate fu una delle creazioni del più celebre ingegnere del Corpo del Genio Marittimo d'oltralpe, Jacques Noél Sané. Vincitore del concorso nazionale che aveva lo scopo di regolamentare e disciplinare la costruzione delle tre classi dei vascelli di linea francesi, da 118, 80 e 74 cannoni, Sané ideò tre piani costruttivi, uno per ciascuna delle classi, allo scopo, nei trent'anni successivi di codificare la costruzione delle unità da combattimento francesi.
Lo Spartiate era parte della squadra navale che, al comando di François-Paul Brueys d'Aigalliers, condusse l'armata napoleonica da Tolone ad Alessandria d'Egitto nel maggio del 1798.
Insieme alle altre navi (Guerrier, Conquérant, Peuple Souverain, Aquilon, Franklin, Mercure, Orient, Tonnant, Heureux, Guillaume Tell, Généreux, Timoléon e le fregate Diane, Justice, Arthemise e Serieux) prese parte alla battaglia navale di Abukir che fece registrere la sconfiita più eroica della Marina da guerra francese.
La squadra tricolore (la nuova bandiera rivoluzionaria a strisce verticali blu, bianco e rosso, adottata dalla Marina in seguito a un decreto del 20 maggio 1794 su proposta di Jean Bon Saint-André) si era ancorata nella baia di Abukir a circa tre miglia dalla costa,  errore di strategia che consentì alle navi inglesi di insinuarsi fra i vascelli francesi all'ancora e la linea della spiaggia, impedendo così ogni possibilità di manovra.

Il l ° agosto 1798, alle cinque del pomeriggio, le prime due navi della linea d'ancoraggio francese subirono il peso dell'avanguardia inglese che con il Zealous, al comando di Samuel Hood, seguito dal Goliath, dal Theseus e dall'Orion, riuscì a passare tra le unità francesi e la terraferma.

Horatio Nelson con il Vanguard attaccò dal mare, portandosi con il Bellerophon e il Majestic all'altezza dell'ammiraglia francese, il poderoso Orient da 120 cannoni. 
Nonostante la sua notevole difesa (i due vascelli attaccanti vennero disalberati), l'unità francese venne circondata e incendiata e alle dieci di sera saltò in aria.
Lo Spartiate, agli ordini di un valoroso comandante, Aristides Emériau, si batté eroicamente con il Vanguard. Le bordate del magnifico vascello francese provocarono spaventose distruzioni sui ponti della nave avversaria, dove lo stesso Nelson venne raggiunto da una scheggia alla testa.
Emériau ben presto dovette arrendersi. Colpito da 49 colpi sotto la linea di galleggiamento sul fianco sinistro e da altri 27 a dritta, lo Spartiate faceva acqua da tutte le parti. I cannoni erano stati demoliti e la riserva di polveri era ormai allagata.

Al momento di arrendersi all'avversario, Nelson rifiutò la spada del suo valoroso nemico: “Restituitegliela, disse all'ufficiale che gliela portava, se n'è servito troppo bene”

 

Tags: Spartiate

 
Narcissus
Sabato 03 Dicembre 2011 13:54

Narcissus

Nazionalità: Gran Bretagna  - Anno costruzione: 1875 - Propulsione: vela - Tipo: tre alberi a nave - Varo: 1875 - Lunghezza: 73 metri - Larghezza: 13,07 metri - Immersione: 5,20 metri - Dislocamento: 4340 tonnellate - Equipaggio: 46 uomini

Il Narcissus ci porta alla mente immagini di pericolose navigazioni, uomini coraggiosi e mari in tempesta, grazie alle descrizioni di Teodor Jòzef Konrad Korzeniowski, più noto come Joseph Conrad, il più grande narratore di storie di mare.
Di origine polacca, Conrad nel 1884 si era imbarcato sul Narcissus nel ruolo secondo ufficiale, nel 1894, dopo aver ottenuto il brevetto di capitano di lungo corso, smise di navigare e passò il suo tempo a scrivere romanzi, saggi e racconti, tra i quali spicca il negro del Narcissus, romanzo dal quale balza con evidente semplicità l'immagine del Narcissus e del suo equipaggio, nel corso di una traversata fra Bombay e Dunkerque.
Il Narcissus, scrive Conrad, "era nato fra vortici di fumo nero, fra lo squillio dei martelli che battono il ferro, sulle rive della Clyde. Sotto quel cielo grigio, su quel fiume rumoroso, vedono il giorno splendide creature che vengono al mondo per essere amate dagli uomini. Il Narcissus era di quella stirpe perfetta. Meno perfetto, forse, di tante altre navi, ma incomparabile perchè era nostro e noi ne andavamo orgogliosi".
Il Narcissus era stato costruito nel 1875 a Glasgow. A prua aveva il tradizionale castello, mentre sul ponte di coperta uscivano tuga e un lungo cassero, un ponte rialzato, dall'albero di mezzana all'estrema poppa
Sul cassero erano posizionate la ruota del timone e la bussola. Il Narcissus aveva un'alberatura a nave, e cioè a tre alberi ognuno armato con cinque vele quadre: la maggiore o vela bassa, la gabbia fissa, la gabbia volante, il velaccio e il controvelaccio.
I pennoni, che reggevano le vele di gabbia, e il velaccio erano completati dalle pennole, aste sporgenti orizzontali che servivano per aprire al vento alcune vele supplementari, di forma trapezoidale, dette coltellacci.
Il bompresso, l'albero orizzontale all'estrema prua, era dotato di quattro fiocchi; tra gli alberi venivano issate le vele di straglio, e l'albero di mezzana era munito di randa e controranda.
Nel 1899 il Narcissus venne acquistato dall'armatore Vittorio Bertolotto, di Camogli. Il Narcissus, Nel 1906 scampò a una forte tempesta mentre rimontava Capo Horn e, una volta in salvo, il suo equipaggio donò una quadro votivo alla Madonna del Santuario di Montallegro a Rapallo.

Il 17 gennaio 1907, mentre dirigeva verso Talcahuano, sulle coste cilene, si trovò in mezzo a una violenta tempesta e giunse danneggiato a Rio de Janeiro il 19 maggio successivo, dove venne dichiarato inadatto alla navigazione e ceduto alla Mutua Assicurazioni Marittime Cristoforo Colombo di Camogli, valore assicurato: 93.700 lire.
Rientrato in Italia, il veliero venne disalberato e adibito a pontone nel porto di Genova. Riarmato nel 1917, con il nome di Iris, venne iscritto al dipartimento marittimo di Rio de Janeiro dove, il 14 gennaio 1922, venuto a collisione con un'altra nave, affondò, ma il Narcissus, testardo, non s'arrese: venne recuperato, tornò a navigare e, finalmente, nel 1925, dopo la bancarotta del suo armatore, fu mandato alla demolizione.
La sua polena è conservata nel porto di Mystic, nel Connecticut.

 

Tags: alberatura - albero - Bombay - bompresso - bussola - cassero - castello Glasgow - Clyde - coltellaccio - Connecticut - controranda - controvelaccio - Dunkerque - fiocchi - gabbia - Joseph Conrad - Mystic - Narcissus - pennone - polena - poppa - prua - randa - Rio de Janiero - tuga - velaccio

 
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